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Prodotti per il trattamento del vino
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Prodotti per il trattamento del vino

Vengono offerti per le seguenti categorie:

Desacidificanti e acidificanti
Conservanti e stabilizzatori
Sostanze per collaggi
Correttori di gusto e/o odore
 
 
Desacidificanti, acidificanti
Una desacidificazione va effettuata unicamente dopo determinazione dell'acidità totale del vino
Desacidificanti
Carbonato di calcio: è il desacidificante più utilizzato. Reagisce in particolare con l'acido tartarico.
Quantità utilizzata: 67 g per hl abbassano l'acidità di 1 punto (= 1 g/l)
Bicarbonato di potassio
Quantità utilizzata: 104 per hl abbassano l'acidità di 1 punto (= 1 g/l)
Acidificanti
Acido citrico
Acido tartarico: per la preparazione del vinello (150-200 g/hl di acqua, con le vinacce). 

 

 

Conservanti, stabilizzatori
Il prodotto più utilizzato è sicuramente l'anidride solforosa in soluzione acquosa al 5 %
Anidride solforosa 5 %. 
Quantità utilizzata: 1 dl aggiunto a 1 hl di vino (o mosto) porta ad una concentrazione nel vino (o mosto) di 50 mg/l, espresso come anidride solforosa libera, espressa in mg/l.
Nota: la conservabilità è limitata, in particolare quella della bottiglia già aperta (ca. 3 mesi). Conservare al fresco e al buio. Viene anche utilizzata per riempire i tappi del troppo pieno o per disinfettare una botte.
La concentrazione della soluzione al 5 % di  può venir misurata con un mostimetro. Riempire un cilindro della soluzione, immergere il mostimetro (graduato in Oechsle), alla temperatura prevista  (di solito 20 ° C). Leggere la densità della soluzione e convertire tramite tabella (v. sotto) 
Densità [° Oe] Concentrazione SO2
17 3.0 %
19 3.5 %
22 4.0 %
25 4.5 %
28 5.0 %
30 5.5 %
33 6.0 %
Metabisolfito di potassio
Viene utilizzato in sostituzione dell'anidride solforosa. Si presenta come una polvere bianca, dall'odore pungente. Buona conservabilità.
10 g equivalgono a 1 dl di anidride solforosa al 5%.

 

Sostanze per collaggi

Il collaggio  è un'operazione delicata che richiede una buona conoscenza del vino. Va valutata con attenzione la necessità di procedere al collaggio, considerando che questo comporta sempre un'asportazione di componenti, anche aromatiche, e che il procedimento non è reversibile. L'ideale è sempre procedere con delle prove preliminari, con diversi quantitativi di prodotto (prove in bottiglia).
Albumina
È  il bianco d'uovo essiccato. Chiarificante leggero, utile per l'affinamento dei tannini, soprattutto nei vini rossi
Quantità utilizzata: 6 - 15 g/hl
Albumix:
Bentonite grigia. Miscela di bentonite, carbone e albumina. Armonizza il gusto asportando l'eccesso di tannini e di proteine; chiarificante e stabilizzante ideale prima dell'imbottigliamento.
Quantità utilizzata: 50 - 100 g/hl sui mosti, 5 - 20 g/hl sul vino
Bentonite
Chiarificante per eliminare le proteine. Utilizzato sia nei mosti (in particolare nei bianchi) che nel vino.
Quantità utilizzata: 30 - 150 g/hl
Gelatina
Si presenta come un granulato color giallo pallido. É utilizzata per eliminare un eccesso di tannini.
Quantità utilizzata: 0.5 - 3.0 g/hl

 

Correttori di gusto e/o odore

Il prodotto più importante è qui il carbone attivo. Ne esistono vari tipi, che si differenziano per lo scopo a cui sono destinati. Consigliamo di effettuare dei test preliminari per determinare la quantità ideale di prodotto da utilizzare.
Carbone attivo G: utilizzato per togliere aromi sgradevoli. Utilizzato anche nella grappa (per esempio: gusto di bruciato)
Quantità utilizzata: 5 - 50 g/hl
Carbone attivo F: per togliere colore. Utilizzato per schiarire vini bianchi (a volte già nel mosto), per togliere una tinta rosata ai bianchi o schiarire un rosso. Il carbone, anche se proposto nella variante "F" non é altamente selettivo: possono venir eliminati anche aromi ! 
Nella grappa: elimina tinte gialline.
Quantità utilizzata: 5 - 50 g/hl
Carbone attivo B: per difetti di gusto come l'amaro.
Quantità utilizzata: 5 - 50 g/hl
Sulfidex: per eliminare odore e gusto di acido solfidrico. ("bock")
Si tratta di una bentonite legata a un sale di argento (non solubile).
Da utilizzare solo con vini chiarificati
Quantità utilizzata: 30 - 75 g/hl

Prodotti per la fermentazione

Fermentazione alcolica

Per la prima fermentazione sono a disposizione vari tipi di fermenti (lieviti) in forma liofilizzata. Il tipo (specie) più utilizzato nei vini rossi e bianchi , è il Saccharomyces cerevisiae. Tra le numerose varianti e selezioni, offriamo sia lieviti per il vino bianco che per il rosso. Quelli per il bianco sono previsti per fermentazioni a temperature più basse. Particolare attenzione va dedicata alla corretta reidratazione dei lieviti: le temperature raccomandate per la preparazione vanno rispettate (controllo col termometro !); inoltre si avrà cura di evitare sbalzi di temperatura al momento dell'aggiunta dei lieviti al mosto. Converrà quindi fare delle aggiunte graduali di mosto non solfitato, non troppo freddo, alla soluzione di partenza, aggiungendo in seguito il tutto alla massa da fermentare.
Qui di seguito un'immagine di batteri che non si dovrebbero trovare nel vino: i batteri acetici (Acetobacter aceti)

Vini rossi

 

 

Vitilevure CSM

Produttore: Martin Vialatte, Epernay, Francia
Caratteristiche:
selezionati nella regione di Bordeaux, questi lieviti favoriscono l'estrazione dei tannini e del colore. Particolarmente raccomandati per vitigni Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.
Specie:
Saccharomyces cerevisiae var. cerevisiae
Carattere killer:
fattore killer presente
Potere alcologeno:
14 % volume
Temperatura di fermentazione:
da 15° a 32 ° C
Modo d'uso:

Quantitä: 20 g/hl
Reidratazione (per 10 hl): aggiungere 100g di lieviti a 1 litro d'acqua tiepida (35°-38° C) in cui sono stati sciolti 50 g di zucchero. Mescolare e attendere 30 minuti. Aggiungere 1 litro di mosto (non solfitato), lasciar riposare 15 minuti, aggiungere alla massa. Evitare scarti di temperatura superiori a 5-7 ° C.
Vitilevure GY

Produttore: Martin Vialatte, Epernay, Francia
Caratteristiche: lieviti selezionati nella regione del Beaujolais, testati sul vitigno Gamay. Ideale per Pinot Noir.
Specie: Saccharomyces cerevisiae var. chevaleri
Carattere killer: fattore killer presente
Potere alcologeno: 14.6 %
Temperatura di fermentazione: da 15° a 32° C
Modo d'uso:
Quantità: 10-15 g/hl
Reidratazione (per 10 hl): aggiungere 100 g di lieviti a 1 litro d'acqua tiepida (35°-38° C) in cui sono stati sciolti 50 g di zucchero. Mescolare e attendere 30 minuti. Aggiungere 1 litro di mosto (non solfitato), lasciar riposare 15 minuti, aggiunere alla massa. Evitare scarti di temperatura superiori a 5-7° C in caso di mosti freddi.

Vini bianchi

 

Vitilevure CH

Produttore: Martine Vialatte, Epernay, Francia
Caratteristiche: buona partenza di fermentazione dai 14 ° C, fino a 30-32° C, debole produzione di schiuma. Adatto per vini bianchi.
Specie: Saccharomyces bayanus
Modo d'uso:
Quantità: 10-15 g/hl

Reidratazione: aggiungere 100 g di lieviti a 1 litro d'acqua tiepida (35-38° C) in cui sono stati sciolti 50 g di zucchero. Mescolare e attendere 30 minuti. Aggiungere 1 litro di mosto non solfitato. Lasciar riposare 20 minuti, aggiungere alla massa. Evitare scarti di temperatura superiori a 5-7° C in caso di mosti freddi.

Levuline C19



Produttore
: Groupe Oeno France, Rueilmalmaison, Francia
Caratteristiche: lieviti selezionati dall'INREA, Colmar e Montpellier. Particolarmente adatti per fermentazioni a bassa temperatura.
Specie: Saccharomyces cerevisiae var. cerevisiae
Temperatura di fermentazione: idealmente sotto i 18° C
Modo d'uso:
Quantità: 10-20 g/hl
Reidratazione per 10 hl): aggiungere 100 g di lieviti a 1 litro d'acqua tiepida (30-35° C) in cui sono stati sciolti 100 g di zucchero. Mescolare e attendere 20 minuti, mescolare. Lasciar raffreddare lentamente e aggiungere al mosto., evitando scarti di temperatura superiori a 5-7° C.

Fermentazione malolattica

La fermentazione.malolattica comporta la trasformazione di acido malico in acido lattico con formazione di anidride carbonica. Responsabile di questa retrogradazione sono batteri lattici di varie specie, naturalmente presenti nel vino. Tuttavia la loro attività non è sempre ottimale; un prolungamento nella seconda fermentazione o addirittura il suo arresto impediscono la stabilizzazione con anidride solforosa, permettendo così ad eventuali fermentazioni indesiderate (p.es. da parte di batteri acetici) di prendere il sopravvento. Quelli selezionati e liofilizzati sono solitamente della specie Leuconostoc Oenos (Oenococcus oeni).

La fermentazione malolattica comporta:

una diminuzione dell’acidità totale

un aumento del pH di 0.1 – 0.3

una maggiore rotondità del vino

una maggiore stabilità microbica

Da alcuni anni proponiamo batteri liofilizzati (Leuconostoc oenos) di facile impiego per favorire la fermentazione malolattica. Utile anche nel caso di arresti di fermentazione.
Viniflora oenos: buste di batteri liofilizzati per 250 litri o 25 hl. Pronti all'uso, da aggiungere direttamente al vino.

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